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lunedì 11 luglio 2011

Manovra estiva e contibuenti minimi novità

Nell'ultima bozza della manovra correttiva del governo c'è una novità ,riguardo al regime dei contribuenti minimi, rispetto alla prima bozza ; è stato tolto il limite anagrafico degli under 35 relativo al momento dell'apertura della posizione e valido ai fini della fruizione del regime stesso.
Attendiamoci ancora qualche novità in camera e senato per possibili emendamenti

giovedì 7 luglio 2011

REGIME DEI CONTRIBUENTI MINIMI E MANOVRA ESTIVA 2011

In attesa che il testo della manovra estiva del governo passi per lo forche caudine della camera e del senato , è prematuro strapparsi i capelli ( cosa che verrebbe spontanea da fare leggendo il testo ).
 Certo che se le cose rimanessero così si ridurrebbe il numero di contribuenti che potrebbero usufruire del regime dei contribuenti minimi, intanto sarebbe limitato agli under 35 ( l'importante è che al momento dell'apertura della partita iva si abbia meno di 35 anni ) , secondo sarebbe limitato ai 5 esercizi successivi e soprattutto sarebbe possibile solo per i contribuenti che aprono per la prima volta una posizione iva e non sarebbe possibile optare per tale regime per i contribuenti che abbiano già una posizione iva.
 Aspettiamo modifiche, dalla camera e dal senato , con vari emendamenti , anzi auspichiamole.

mercoledì 9 marzo 2011

Operazioni intracomunitarie 2011, archivio Vies

E' passato il 28 febbraio, termine entro il quale si poteva chiedere l'inclusione nell'archivio Vies e  quindi ottenere l'autorizzazione a porre in essere operazioni intracomunitarie , alla luce dei provvedimenti dell'agenzia delle entrate del 29 dicembre, e allo stato attuale l'archivio non è ancora caricato per intero.
Come si deve comportare chi, secondo i provvedimenti e rispettando i termini temporali ha presentato istanza di inclusione e alla data odierna ancora non è incluso nel Vies?
Sicuramente visto il termine di 30 giorni , dalla presentazione dell'istanza, di silenzio assenso , se non si è ricevuti nessun provvedimento di diniego non ci sono cause ostative per porre in essere operazioni intracomunitarie.
Si spera che l'archivio venga caricato nel minor tempo possibile.
Qui si può controllare la proprio partita iva nei confronti di operatori comunitari
http://www1.agenziaentrate.it/servizi/vies/vies.htm

mercoledì 10 novembre 2010

MONTEZEMOLO IL ''NUOVO'' CHE SALVERA' L'ITALIA


ITALO E' IL TRENINO DI DELLA VALLE E MONTEZEMOLO.
E' un treno che dovrà iniziare a girare sulle TRATTE PIU' RICCHE IN ITALIA a partire da fine 2011.

VEDIAMO PERCHE' E' UNA VERA E PROPRIA INGIUSTIZIA:

innanzitutto:

1)In Italia LA RETE FERROVIARIA è in mano allo stato.

2)Le ferrovie soffrono da sempre di bilanci non certo rosei, ma svolgono anche un servizio sociale.

3)le ferrovie sono la somma di due componenti: LA RETE FERROVIARIA E I TRENI.
le due cose sono difficilmente separabili, vediamo perchè!!!

La rete è pubblica ed è costata da sempre SALASSI enormi ai cittadini italiani, sia nel momento della costruzione dell'infrastruttura, sia per il mantenimento!!!

NON PER ULTIMA L'ALTA VELOCITA' . Per permettere l'alta velocità fra Milano e ROMA si sono spese quantità di soldi indicibili (cifre enormi rispetto a quello speso in altri paesi).

Questi soldi sono stati spesi dalle Ferrovie che possono recuperare soldi SOLO CON I BIGLIETTI DEI TRENI CHE VENGONO ACQUISTATI DAI CITTADINI.

Ma se interviene un terzo operatore che vuole far viaggiare i treni suoi sulla rete nazionale...ECCO CHE SORGE UN PROBLEMA ENORME

Questo soggetto vorrebbe fare profitti AI DANNI DEL GESTORE DELLA RETE CHE E' CONTEMPORANEAMENTE GESTORE DEI TRENI DELLO STATO e che ha già bilanci in perdita.

SE UN PRIVATO RIESCE A FARE PROFITTI ...VUOL DIRE CHE LO STATO DEVE RINUNCIARE A DELLE ENTRATE, E CHE BEN PRESto IL COSTO DEI BIGLIETTI VERRA' AUMENTATO A DANNO DEI CONSUMATORI (come è successo mille volte....con il paradosso del servizio 12, quasi gratuito e utile, sostituito del 1288 e simili che sono servizi estremamente cari, a tutto danno della comunità)

Sia che si attui la separazione della rete dai treni che si opti per il mantenimento di un unico gestore COMPITO DELLO STATO DOVREBBE ESSERE IN PRIMIS LA DIFESA DEI DIRITTI DEI CITTADINI E QUINDI DEI CONSUMATORI

OVVERO
1)CHE LA RETE FERROVIARIA DEBBA AVERE UN RITORNO ECONOMICO CERTO (vedi Terna), E CHE LA PROPRIETA' DELLA RETE NON FINISCA IN MANO AI MERCATI AZIONARI MA SIA AL 100% PUBBLICA.

2) CHE I SOGGETTI PRIVATI E NON CHE DECIDONO DI UTILIZZARE LA RETE FERROVIARIA NAZIONALE GARANTISCANO CHE IL PREZZO DEL BIGLIETTO NON SIA SOGGETTO A RIALZI RISPETTO AI PREZZI ATTUALI, E CHE LA REVISIONE SEGUA LOGICHE non uguali a quelle usate per le Autostrade (che sono anticoncorrenziali e penalizzanti per i cittadini)

3)CHE LA RETE (in caso di separazione) si accolli tutto l'indebitamento (e che il ritorno economico sia garantito).

4)Che i treni dello stato non siano obbligati a tagliare delle tratte ferroviare per poter competere con i servizi e i prezzi di ITALO E MONTEZEMOLO.
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MONTEZEMOLO E COMPANY VOGLIONO UTILIZZARE LA RETE FERROVIARIA (COSTATA CARISSIMA) PAGANDO UN CANONE DI UTILIZZO BASSO, RIDUCENDO POTENZIALI PROFITTI PUBBLICI CHE potrebbero ESSERE UTILIZZATI PER MIGLIORARE L'INFRASTRUTTURA STESSA.

OGGI LE FFSS NON FANNO PROFITTI, COME SI PUO' PENSARE CHE ITALO DI MONTEZEMOLO LI POSSA FARE???

SEMPLICE, VIAGGIANDO SULLE ROTTE PIU' RICCHE FACENDO CONCORRENZA AI TRENI DELLO STATO, I QUALI SI VEDONO UN CONCORRENTE CHE GLI PORTA VIA I MARGINI NEL PRODOTTO CASH COW...E LI METTE IN MERDA SUL RESTO DELLA RETE ..

LE FFSS, IL LORO SERVIZIO E MILIONI DI VIAGGIATORI, VENGONO PENALIZZATI PER FAVORIRE
GLI INTERESSI ECONOMICI DI UNO SPARUTO NUMERO DI IMPRENDITORI CAPEGGIATI DA MONTEZEMOLO



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Moretti, OTTIMO DIRIGENTE DELLE FERROVIE, sta battendosi per una battaglia già persa in partenza: LA LOTTA IMPARI CONTRO IL CAPITALISMO PASSIVO CHE SFRUTTA POSIZIONI DOMINANTI E AMICIZIE POLITICHE E GIORNALISTICHE DI MONTEZEMOLO E DELLA VALLE PER GUADAGNARE DEI SOLDI SFRUTTANDO IL SISTEMA PUBBLICO!!!


MERCATO LIBERO applaude il lavoro di Moretti e condanna pesantemente MONTEZEMOLO, DELLA VALLE e il treno ITALO!!!

Moretti, in questa lotta impari contro potere economico e politico è destinato a perdere, ma lui, piuttosto che dire YES combatte, e lo fa in nome di una cosa sola: LA RES PUBLICA....la cosa pubblica.....un bene che è di tutti e che per essere valorizzato non deve essere soggetto a interventi di privati che SPOSANO DA SEMPRE LA POLITICA DELL'ARRAFFA ARRAFFA



MONTEZEMOLO E' IN POLITICA SOLO PER PURI INTERESSI PRIVATI!!! RICORDATEVELO!


ECCO L'ULTIMA NEWS DI OGGI:
Sulla separazione societaria fra il gestore della rete ferroviaria (Rfi) e l'operatore (Trenitalia) si e' giocato un nuovo round del confronto-scontro tra i futuri concorrenti Luca Cordero di Montezemolo (Ntv), che vuole separare la rete, e Mauro Moretti (Fs), secondo il quale dove c'e' separazione l'industria e' scomparsa.


FONTE http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2010/11/montezemolo-minaccia-litalia-che-lavora.html

martedì 9 novembre 2010

PARADISI FISCALI AD OGNI STATO IL SUO..............

Per paradiso fiscale si intende uno stato dove c'è una assenza o una limitata imposizione fiscale che permette al contribuente di uno Stato di trasferirvi i propri flussi reddituali con una riduzione del carico fiscale; in più  lo stesso stato si caratterizza per un segreto bancario inviolabile e per assenza di trasparenza e di reciprocità nello scambio di informazioni con gli altri stati.Oltre alla riduzione della pressione fiscale i paradisi fiscali offrono altre interessanti attrattive quali la protezione di brevetti o consorzi industriali vietati nel Paese di residenza, bassi costi di manodopera, un liberale sistema dei cambi, tutela rigorosa del segreto bancario. In particolare, in questi Stati è ‘protetto’in maniera rilevante il segreto bancario, in Svizzera, ad esempio, la legge tutela penalmente il segreto bancario e punisce anche l’induzione alla violazione di questo.

I paradisi fiscali, per fini meramente classificatori, possono suddividersi in varie categorie:
  1. Pure tax havens: si tratta di Paesi in cui non esistono imposte sul reddito, sulla ricchezza, su successioni o donazioni, per cui è possibile costituire società o trust con grande facilità. Il segreto bancario, poi, è rigidamente garantito. Le autorità percepiscono entrate dagli organismi giuridici qui collocati, si tratta, però, di spese fisse indipendenti dalla produzione del reddito. Di solito i pure tax havens sono luoghi di villeggiatura ( ad es. Bahamas, o le Bermuda ) privi di altre risorse economiche.
  2. No tax foreign incombe havens: sono Paesi che tassano solo il reddito prodotto localmente sia da persone fisiche che giuridiche, tale esenzione interessa il reddito estero e le attività relative all’economia interna, per cui non sarà mai tassato derivante dall’esportazione di prodotti locali ( ad es. Liberia e Panama ).
  3. Low tax havens: è relativo Paesi che impongono un modesto onere fiscale sul reddito ovunque prodotto ( ad es. le British Virgin Islands ).
  4. Special tax havens: riguarda Paesi a normale livello impositivo caratterizzati dal fatto che permettono al loro interno la costituzione di organismi particolarmente flessibili ( ad es. il Liechtenstain ).
     
 In Italia, il Decreto del Ministero dell’ Economia e delle Finanze del 21/11/2001 fornisce un dettagliato elenco, detto ‘black list’dei Paesi considerati paradisi fiscali, cioè con un regime fiscale ‘privilegiato’, se ne contano 35:Andorra, Antigua, Aruba, Bahamas, Bahrein, Barbados, Belize, isole Vergini britanniche, Guernesey, isole Cook, Domenica, Gibilterra, Grenada, isola di Man, Jersey, Liberia, Liechtestein, Maldive, isole Marshall, Monaco, Montserrat, Nauru, Antille olandesi, Niue, Panama, Saint- kitts e Nevis, Saint-Lucie, Saint-Vincent, Samoa occidentali,Seychelles, Tonga, isole Turk e Caicos, isole Vergini americane, Vanuatu.

In questo momento si parla molto dei paradisi fiscali in relazione a Silvio Berlusconi e a sue proprietà a Antigua. Non voglio assolutamente difendere il Presidente del Consiglio che sicuramente avrà conti e proprietà in quel paradiso fiscale ( come in altri ), ma le accuse nei suoi confronti mi fanno unpò ridere per il fatto che il fenomeno dei paradisi fiscali è generalizzato e diffuso, sopratutto tra imprenditori e politici, le accuse così a lui rivolte mi sembrano più che strumentali.
Chiediamoci il motivo dell'ambiguità degli stati europei e degli USa nei confronti dei paradisi fiscali ; da una parte si emanano leggi e si fanno grandi propositi per contrastarli , dall'altra ogni stato ha il suo paradiso fiscale ''satellite'' vicino geograficamente. 
In Italia abbiamo San Marino , la Francia ha il Principato di Monaco , La Spagna Andorra, Germania Austria hanno il Liechtenstein, L'inghilterra oltre alle vicine Isola di Man e Isole del Canale ha una miriade di stati caraibici ex colonie , lo stesso gli USa, per non parlare di Svizzera e Lussemburgo messi nel cuore dell' Unione Europea, in più ci sono gli stati centroamericani Panana Rep. Dominicana ecc......................
Tutto questo non può essere assolutamente casuale , è evidente l'esigenza di rifuggire dal gravame delle tasse del proprio stato e un escamotage anche vicino e comodo geograficamente è 'l'ideale.
Ma non basta altrimenti questo fenomeno sarebbe stato stroncato molto tempo fa; i paradisi fiscali sono usati dagli stessi stati dalla malavita alimentando corruzione  traffici e interessi trasversali che nascondono collusione e connivenza tra gli ambienti politici / affaristici / malavitosi , che permettono il riciclaggio del denaro sporco la proliferazione e lo scambio di tangenti, ecco perchè al di là della facciata nessuno contrasta questo fenomeno.
Si spiegano personaggi quasi leggendari come Hans Adam II principe del Liechtenstein , nobile si, ma si dice grande amico di mafiosi di mezza europa.
Il fenonme è diffusissimo e si può dire che nessuna multinazionale ne è esente ;Interessante è il caso di google per esempio che ricorre a un altro escamotage fiscale    usando uno schema noto 
  come "Double Irish" o Dutch Sandwtich", senza infrangere le leggi. Semplificando, "Big G" ricava quasi tutto il suo fatturato dalla pubblicità online, collegata al motore di ricerca (AdWords) o distribuita in spazi su internet come siti web e blog (AdSense). Ma gli inserzionisti residenti in Medio Oriente, Europa e Africa inviano i pagamenti per gli annunci commerciali sul web alla sede irlandese di Google. Ma da qui non viene inviato direttamente alle Bermuda perché incorre in una tassazione elevata. Quindi, il denaro è trasferito in Olanda e poi nelle isole del paradiso fiscale di fronte agli Stati Uniti; riuscendo a conseguire in tre anni un risparmio fiscale di 3 miliardi di dollari.
Vediamo al caso Berlusconi , giustamente viene accusato per l'uso dei paradisi fiscali , ma chi sono i suoi accusatori ? Il gruppo repubblica - espresso , lo stesso che sponsorizza Montezemolo , che insieme a Della Valle è stato spesso molto critico verso Berlusconi, proponendosi come il nuovo per la politica italiana ( senza contare la sponsorizzazione a Fini ).
Montezemolo e Della Valle che recentemente hanno lanciato una azienda che fa concorrenza a trenitalia.
 Il Lussemburgo. È la loro seconda patria. Forse la prima.Montezemolo e Della Valle sono di casa in Lussemburgo. E anche in Olanda, altro paese abituato a generosi trattamenti fiscali, non scherzano. Il signor Tod’s presenta nel bilancio consolidato della accomandita di famiglia tre holding lussemburghesi, tre olandesi, un svizzera, una ungherese, una a Madeira, piccolo paradiso fiscale del Portogallo e una nella nostra Repubblica di San Marino. L’erede Fiat si accontenta di due finanziarie lussemburghesi e due olandesi. Insieme però sono soci anche nel cosiddetto fondo di private equity Charme, che in realtà si chiama Charme Investments sociéteé anonyme, che in Italia ha acquisito partecipazioni nella Poltrona Frau e in altri importanti società della moda e del lusso; grazie al collocamento in borsa delle azioni di Poltrona Frau
la cui operazione, ha fruttato a Montezemolo e soci 30 milioni di profitti, e per di più esentasse, grazie alla proverbiale generosità del fisco lussemburghese. Ma a parte quel favoloso 2006, quando ancora i mercati tiravano alla grande, Charme ha accumulato perdite: 9,7 milioni nel 2007, 8,2 nel 2008, 1,4 l'anno scorso.


Un pò di paura tra i grandi evasori con la pubblicazione della lista Falciani
 nella lista della banca Hsbc, la cosiddetta lista Falciani (dal nome dell’ex dipendente della banca svizzera in possesso dello schedario) oppure con la lista del Liechtenstein acquisita ( venduta ) ai servizi segreti tedeschi, ma sembra che la bufera sia passata. Pertanto queste pubblicazioni di segreti vanno intese più come guerre per eliminare qualche concorrente pubblicando i suoi redditi segreti che come una guerra globale ai paradisi fiscali.
Gli stessi servizi di tutti i maggiori stati usano questi stati in cui è un dogma l'inviolabilità del segreto bancario per far circolare denaro per operazioni sotto copertura, per creare fondi più o meno occultati .
La diffusione e la grande utilità dei paradisi fiscali è fondamentale per l'economia attuale e pertanto sono ben lungi dallo scomparire sarà un fenomeno che ci accompagnerà ancora per lungo tempo.








mercoledì 3 novembre 2010

Irap : Cui prodest?

L’Irap è una imposta che da sempre è stata osteggiata dai contribuenti ; nata come un primo tentativo di devoluzione fiscale alle regioni , un tentativo embrionale di ”federalismo fiscale” ha preseguito la sua esistenza tra ricorsi alla giustizia italiana ed europea da parte dei contribuenti che mal digerivano una imposta che tassasse anche il costo del personale.
In questo mese di ottobre c’è stata una grandissmia fioritura di sentenze della cassazione tutte a favore dei contribuenti che chiedevano di essere esclusi dall’imposta. Mi chiedo come mai adesso è cambiato l’orientamento? una resa forse dello stato, che ha sempre difeso l’Irap in tutte le sedi di giurisdizione,  che capisce che è una imposta sbagliata?
Oppure forse non c’è un fine diverso, quello di prendere due piccioni con una fava; il federalismo fiscale  e la riforma fiscale. E come dare impulso a questi due obiettivi se non azzerando , con varie sentenze, i soggetti imponibili all’irap rendendola una imposta fantasma e avere così la giustificazione per una riforma più profonda del fisca unendo la necessità di attuare il federalismo fiscale.

Una visione machiavellica?